differx.tracciabi.li
Elementi di descrizione del genocidio: l’impossibilità di portare a termine gravidanze, a Gaza
_Da un post di Ettore Ferrini su fb:_
Il video qua sotto è assolutamente reale.
Perché CodePink, un’associazione femminista, lo ha diffuso?
Perché tutti gli ospedali, i centri di cure primarie sono stati distrutti, e soprattutto sono stati chiusi l’ospedale maternità Al Hilo, e l’Emirati Maternity Hospital di Rafah. Quindi: dove va una donna palestinese a partorire?
Può tentare di arrivare, ma è molto improbabile, al Nasser Hospital a Khan Younis.
Con viaggi lunghi, posti di blocco, senza ambulanza, e comunque in un ospedale che è stato colpito 4 volte dal 2023. Altrimenti in qualche container per la maternità o cliniche mobili spesso bombardate o evacuate.
Il tutto quando riescono a entrare i camion (sono centinaia quelli bloccati al confine) che portano ecografi portatili o incubatrici.
Molte donne partoriscono in tende di sfollati, senza acqua pulita, senza farmaci per le emorragie, senza nessuno strumento. Da qui l’aumento di aborti spontanei e parti prematuri legati a stress e fame. Non vi sto ad annoiare coi numeri diciamo solo che una distruzione così estesa di case, degli ospedali e delle cliniche di fertilità (è stata colpita anche la più grande clinica di fertilità di Gaza, con perdita di oltre 4000 embrioni) rende impossibile la vita e la procreazione.
E, indovina un po’ , quando si punta consapevolmente allo sterminio di un gruppo, impedendone la riproduzione, esiste una parola specifica per definire questa azione.
Parola che però non possiamo usare, che è al centro di seghe semantiche da tre anni.
Comunque, qualsiasi termine decidiate di censurare, questo video non ne ha bisogno.